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VI edizione Carnevale Tradizionale Abruzzese Martedì 17 Febbraio 2015 ore 16:00

 VI ASPETTIAMO TUTTI!!!!!!

riti antichi, la nostra società cerca di cancellarli perché non li capisce, seppure parlino un linguaggio universale. E’ il caso del carnevale tradizionale abruzzese. Questa grande festa consacra il ritorno della primavera processando e bruciando l’anno vecchio. Inoltre scaccia il male, il freddo e il buio e ridà ordine al procedere delle cose. Nel carnevale c'è tutto : il passaggio dal buio alla luce, il caos da cui nasce l'ordine. Ma anche il rovesciamento: il maschio che diventa femmina, l'animale che diventa vegetale, ma anche il sacrificio e lo scacciare il male con suoni e rumori. Non vi impressionate! È estremamente divertente partecipare! Indossate un abito bianco o rosso, adornatelo di fiori e nastri come farete al cappello, armatevi di qualcosa che faccia rumore e venite in piazza a suon di saltarella e quadriglie ricordando che de Carnevale ogne burle vale... Potrete mescolarvi al corteo rumoroso al grido di fora fora carnuvale, petardi e sberleffi vari. Imparerete le arie di carnevale e anche la famosa scura maie, lamento funebre satirico intonato dalla afflitta vedova di carnevale, sempre interpretata da un uomo. Assisterete alla mascherata dei mesi (mesciarule), ognuno balla e canta la sua storiella e viene messo in riga dall’Anno; il ballo del palo intrecciato fatto avvolgendo e svolgendo nastri colorati; al processo di Re carnevale che incarna satiricamente personaggi politici e storici, spesso vestito da “boss”. In realtà Re Carnevale conserva una natura selvaggia e primitiva, generatrice. Se non fosse così che gusto ci sarebbe a bruciare un pupazzo? Il giudice rappresenta l’equilibrio tra Uomo e Natura, tra sottomesso e potente. Le altre figure rappresentano la società: il dottore è la scienza, l’avvocato sono le regole sociali, la moglie di carnevale è la continuità. I simboli osceni che compaiono sono in realtà simboli di fecondazione ed auspicano la riproduzione degli animali. Gli strabilianti pulcinelli abruzzesi, anima del Carnevale, hanno un enorme copricapo conico fiorito con nastri; simboli di potere come le mazze fiorite, le bandoliere e le fruste. Dominano il gioco della morte-vita, inverno-primavera, etc. Il Carnevale abruzzese è una festa pre-cristiana. Cosi come ci è giunto oggi mostra strabilianti somiglianze con carnevali di paesi lontani come il nord della Spagna (Paesi Baschi). Questo indica la sua diffusione e la sua antichità. Il carnevale abruzzese è una festa di grande complessità, di grande valore storico, una eredità ingiustamente sminuita a favore di modelli carnevaleschi consumistici, estranei privi di contenuto. Il carnevale è una festa rituale di transizione, trasformazione, rovesciamento delle parti, sacrificio e purificazione. Il suo contenuto simbolico, pagano, è certamente non inferiore ai grandi riti della cristianità come la Pasqua e il Natale. Forse per questo il carnevale è stato soffocato ed avversato dalla Chiesa e poi svuotato di significati e reso commerciale dal consumismo che ne ha definitivamente calpestato i significati profondi. Il Carnevale incarna satiricamente personaggi politici e storici più o meno precisi, con sfumature che vanno da una certa bonaria negatività, alla rappresentazione della smodata avidità ma anche, più pesantemente, la prepotenza, il potere corrotto. Per quanto universali siano questi temi emerge anche un significato più profondo di purificazione e fertilizzazione attraverso il fuoco. Il fantoccio di Carnevale, spesso vestito da boss, guappo, potentato, è detto in maniera rivelatrice "Facundo" in Spagna, e conserva tracce, sotto la natura umana smodata, di una matrice animalesca, selvaggia, propiziatoria. Il rogo del fantoccio di Carnevale conclude un ciclo naturale e ne inaugura un altro, a preparazione della primavera che in questa stagione già si intuisce nell'aria, fertilizzandolo con le proprie ceneri. Se non fosse cosi che gusto ci sarebbe a bruciare un pupazzo!